Romanzi

In bilico su un'altalena (ex La doppia maschera)

L'idea per questa storia (col titolo provvisorio “La doppia maschera” divenuto poi “In bilico su un’altalena”) mi è venuta nel 2008, mentre studiavo per l'esame di psicopatologia delle organizzazioni. Ho letto un bellissimo libro di Kets DeVries: "L'organizzazione irrazionale", in cui erano esemplificati alcuni comportamenti tipici di chi soffre di disturbo bipolare. Mi sono così resa conto di aver davvero conosciuto una persona con quel disturbo, anche se non me ne ero mai accorta prima di allora. E questo dimostra ancora di più quanto è difficile diagnosticare queste malattie, perché spesso sono subdole e si camuffano bene dietro un'apparenza di stravaganza. Avevo sempre considerato quella persona un po' strana, ma solo l'estate scorsa mi sono resa conto che aveva proprio tutti i sintomi del disturbo. E da qui ho avuto l'idea di creare un personaggio che rispecchiasse queste caratteristiche. L'idea per l'altro personaggio forse l'avevo già prima in testa: nasce da una scena finale di Rose Madder di Stephen King, quando la donna del quadro si trasforma in un ragno. Mi ricordo di aver pensato: che bello potersi trasformare in qualche creatura mostruosa per potersi difendere; ma poi ho riflettuto che diventare realmente un mostro era una cosa anche un po' schifosa e sarebbe stato meglio creare l'illusione di essere mostri.

Questa è la genesi dei due personaggi: come ho deciso di accoppiarli non so, ma mi pareva che stessero bene insieme, che fossero complementari: lei è molto timida e lui nei momenti "su" è una mina vagante e le dà l'energia di cui ha bisogno.

Due personaggi. Una situazione.

Che ne verrà fuori?

ANGELS ROMANCE - La redenzione di un vampiro

È un cliché? Forse sì: l’ennesima storia d’amore tra una ragazzina liceale e un vampiro. Però, come si può dedurre dal titolo non troppo velato, c’è una variante: un angelo. Ok, d’accordo, neppure così sprizza originalità, ma allora perché qualcuno dovrebbe perdere tempo a leggere una storia già letta mille volte? Io credo per due motivi: perché ci sono certe storie che non ci si stanca mai di leggere, e le storie d’amore sono tra queste; e perché ogni volta la storia è un po’ diversa, non sarà mai uguale alla precedente, ma una – si spera – piacevole variante. E poi direi anche perché (e allora forse i motivi sono tre) il mio stile dovrebbe renderla piacevole, rendere i personaggi così reali da sembrare di conoscerli; e allora non sarà più una storia raccontata, ma veramente accaduta, e voi, anziché leggerla, non dovrete fare altro che assistervi.